Posted by on 05/04/2010 in Varie | 1 comment

È l’uomo che fa la religione, e non è la religione che fa l’uomo.

La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. È l’oppio dei popoli.

L’operaio sta in rapporto al prodotto del suo lavoro come ad un oggetto estraneo[...] quanto più l’operaio lavora tanto più acquista potenza il mondo estraneo, oggettivo, ch’egli si crea di fronte, e tanto più povero diventa egli stesso, il suo mondo interiore, e tanto meno egli possiede. Come nella religione. Più l’uomo mette in Dio e meno serba in se stesso. L’operaio mette nell’oggetto la sua vita e questa non appartiene più a lui, bensì all’oggetto.

La critica della religione è il fondamento di ogni critica.