NEW YORK, 7 OTT – Usando un i-phone, la chiesa battista di Westboro ha annunciato che organizzera’ una manifestazione contro Steve Jobs, al suo funerale, perche’, ha affermato, il fondatore della Apple e’ destinato all’inferno.
”Westboro fara’ un picchetto al suo funerale. Ha avuto una enorme piattaforma, ma non ha dato gloria a Dio, ha insegnato il peccato”, ha scritto via tweeter Margie Phelps, figlia del fondatore della chiesa di Westboro, tutt’altro che nuova ad iniziative del genere.
“Non ha dato gloria a dio?” a meno che non siano convinti di venerare un dio idiota, dovrebbe ritenere il loro dio abbastanza potente da poter aver gloria anche senza Jobs… o forse sono consapevoli che Jobs era ed è, tuttora, nonostante sia morto, più popolare della loro superstizione?
Forse il loro dio ha chiesto aiuto a Jobs e lui gliel’ha negato! Cattivo Steve… Bisogna sempre aiutare i più deboli. Anche quando hanno manie di grandezza.






L’anima che si ‘autogiudica’
6. Gli ultimi momenti dei peccatori, degl’imperfetti e dei perfetti.
Parole di Dio a S. Caterina da Siena: «I demonii sono ministri incaricati di tormen tare i dannati nell’inferno e di esercitare e provare la virtù delle anime in questa vita. La loro intenzione non è certamente di provare la virtù, perchè non hanno la carità; essi vogliono distruggerla in voi, ma non lo potranno mai fare, se voi non volete consentirvi.
« Ora considera la pazzia dell’uomo che si rende debole per il mezzo appunto ch’io gli avevo dato per esser forte, e che si abban dona da se stesso nelle mani del demonio. Perciò voglio che tu sappia ciò che accade nel momento della morte a quelli che, du rante la loro vita, hanno volontariamente ac cettato il giogo del demonio, il quale non poteva costringerveli.
« I peccatori che muoiono nel loro pec cato, non hanno altri giudici che se stessi; il giudizio della loro coscienza basta, ed essi si precipitano con disperazione nell’eterna dannazione. Prima di passarne la soglia, essi l’accettano per odio della virtù, scelgono l’in ferno coi demonii, loro signori.
« All’opposto i giusti, che vissero nella carità, muoiono nell’amore. Quando viene il loro ultimo istante, se hanno praticata perfettamente la virtù, illuminati dal lume della fede e sostenuti dalla speranza del sangue dell’Agnello; veggono il bene che io ho loro apparecchiato, e colle braccia dell’amore lo abbracciano stringendo con strette d’amore me sommo ed eterno bene nell’ultima estre mità della morte. E così gustano vita eterna prima che abbiano lasciato il corpo mortale, cioè prima che sia separata l’anima dal corpo.
« Per quelli che passarono la loro vita in una carità comune senza aver raggiunta quella gran perfezione, quando arrivano alla morte, essi si gettano nelle braccia della mia misericordia col medesimo lume della fede e colla medesima speranza ch’ebbero in un grado inferiore. Essendo stati imperfetti, essi abbracciano la mia misericordia, perchè la trovano più grande delle loro colpe. I pec catori fanno il contrario: essi veggono con disperazione il posto che li attende e con odio l’accettano.
« Gli uni e gli altri non attendono di es sere giudicati, ma partonsi di questa vita, e riceve ognuno il luogo suo. Lo gustano e lo posseggono prima che si partano dal corpo, nell’estremità della morte. I dannati seguono l’odio e la disperazione; i perfetti seguono l’amore, il lume della fede, la speranza del sangue dell’Agnello; gl’imperfetti si affidano alla mia misericordia e vanno in purgatorio » (Dialogo, c. XLII).
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11. Giudizio di colui che non volle sperare nella misericordia.
« Quando compariste la morte e l’uomo vede che non può più sfuggirmi, il verme della coscienza, che era stato soffocato dal l’amor proprio, comincia a risvegliarsi e a roder l’anima, giudicandola e mostrandole l’abisso dove per colpa sua sta per cadere. Se essa anima avesse lume che conoscesse e si dolesse della colpa sua, non per la pena dell’inferno, che ne la seguita, ma per me, che m’ha offeso, che sono somma ed eterna Bontà, ancora troverebbe miseri cordia. Ma se passa il ponte della morte senza lume, e solo col verme della coscienza, e senza la speranza nel sangue del mio Figliuolo, o con propria passione dolendosi del danno suo, più che dell’offesa mia, egli giunge al l’eterna dannazione.
E allora è ripreso crudelmente dalla mia giustizia, ed è ripreso dell’ingiustizia e del falso giudizio; e non tanto dell’ingiustizia e giudizio generale, perchè ha seguito i sen tieri colpevoli del mondo, ma molto maggior mente sarà ripreso dell’ingiustizia e giudizio particolare, perchè nell’ultimo suo momento avrà giudicato la sua miseria più grande della mia misericordia. Questo è quel peccato che non è perdonato nè di qua nè di là. Egli ha respinto, disprezzato la mia misericordia, e questo peccato è maggiore di tutti quelli che ha commessi. Onde la disperazione di Giuda mi spiacque più e fu più grave al mio Figliuolo, che non fu il tradimento ch’egli fece. Sicchè l’uomo è soprattutto condannato per aver falsamente giudicato il suo peccato maggiore che la mia misericordia; e perciò è punito coi demonii e crucciato eternamente con loro.
L’uomo è convinto d’ingiustizia, per chè si duole più del danno suo, che dell’of fesa mia. Allora commette ingiustizia, per ché non rende a me quello che è mio, ed a lui quello che è suo. A me deve rendere amore e amaritudine con la contrizione del cuore, e afferirla dinanzi a me per l’offesa che m’ha fatta. Ed egli fa il contrario, per chè piange solo per amore verso di se stesso, la pena che ha meritata. Tu vedi adunque ch’egli è colpevole d’ingiustizia e d’errore e che è punito dell’uno e dell’altro. Avendo egli dispregiata la misericordia mia, io con giustizia lo mando all’eterno supplizio, con la serva sua crudele della sensualità e col crudele tiranno del demonio di cui egli si è reso schiavo per mezzo de’ suoi sensi, che dovevano servirlo. Saranno insieme puniti e tormentati, come insieme m’hanno offeso: tormentati, dico, da’ miei ministri demonii che la mia giustizia ha messi a rendere tor mento a chi ha fatto male » (Dialogo, ca pit. XXXVII).
Morte e Giudizio
Per sapere qual è il destino dopo la morte bisogna innanzitutto considerare correttamente come sia fatto l’uomo. Esso è composto di un corpo, molto simile al corpo di altri animali, e di un’anima, un principio spirituale sede dell’intelligenza e della volontà, che appunto anima il corpo, e senza la quale non c’è un uomo ma un cadavere che presto va in putrefazione. A differenza dagli animali, l’anima umana è spirituale ed immortale, non si identifica con il corpo, anche se entrambi sono necessari perché ci sia l’essere umano nella sua interezza.
Durante la vita su questa terra l’uomo ha la possibilità, grazie alla ragione e alla volontà, di compiere il bene od il male, ed è sempre in tempo a scegliere, fino all’ultimo istante, tra il Regno di Dio e Satana. Al momento della morte – come insegna la Costituzione Apostolica Benedictus Deus nel 1336 – l’anima abbandona il corpo e non può più decidersi prò o contro Dio, ma viene giudicata in base alle scelte fatte fino ad allora. È il momento della verità, nel quale non si può ingannare il Giudice divino ne se stessi. Dallo stato in cui si viene trovati al momento della morte si decide la nostra sorte eterna: il Paradiso, l’eterna beatitudine di stare al cospetto del nostro Padre, Creatore e Salvatore in comunione con i fratelli, oppure l’infinita sofferenza dell’Inferno, in compagnia di Satana, dei demoni e dei dannati. Un istante dopo la morte avviene il giudizio e la sentenza: o salvati o perduti, senza possibilità di un secondo grado di giudizio. Il Purgatorio non è una via intermedia, perché – come vedremo – è già la dimensione della salvezza. L’idea della reincarnazione, con la quale si toglie la responsabilità e il valore delle scelte morali nella vita, è rigettata come falsa dall’insegnamento cristiano (Catechismo della Chiesa Cattolica, 1013 ed Eb 9,27). Dovremo rendere conto davanti a Dio, davanti ai fratelli, cui abbiamo fatto del bene o del male, e davanti a noi stessi. Il nostro Giudice sarà Gesù (Gv 5,26-27), che proprio perché ha fatto esperienza della vita umana, conosce la nostra fragilità e meschinità: non lo si potrà
ingannare, ma sarà un giudice benevolo, perché è il nostro Salvatore. Prima del Giudizio Universale i destini sono tre: Inferno, Purgatorio o Paradiso. Dopo il Giudizio universale, il Purgatorio sparirà.
l’ideatrice del racconto:
http://it.wikipedia.org/wiki/Caterina_da_Siena
ecco alcuni aspetti esilaranti del personaggio:
A soli sei anni ebbe una prima visione: nella Basilica di San Domenico a Siena vide Gesù Cristo in trono, con i santi Pietro e Paolo. Caterina a sette anni fece voto di verginità. Nello stesso tempo cominciò un percorso di mortificazione, fatto di digiuni (soprattutto di carne) e di penitenze. Nella prima fase della sua vita, queste pratiche erano condotte in modo solitario.
Lei stessa racconta di essersi avvicinata alle letture sacre pur essendo semianalfabeta e, dopo giorni di estenuanti e poco fruttuose fatiche, di aver ricevuto dal Signore il dono di sapere leggere. Imparò più tardi anche a scrivere, ma la maggior parte dei suoi scritti e delle sue corrispondenze furono dettate.
Verso il 1372 espose al legato pontificio in Italia, Pietro d’Estraing, la necessità di riformare i costumi del clero, di trasferire la Santa Sede a Roma da Avignone dove risiedeva dal 1309 e di organizzare una crociata contro gli infedeli.
Ella racconta anche che al termine del Carnevale del 1367 le apparve Gesù con sua Madre e altri santi per sposarla a sé nella fede; avrebbe ricevuto un anello, adorno di rubini, che sarebbe stato visibile soltanto ai suoi occhi: per questo Caterina è iconograficamente rappresentata con l’anello e con un giglio.
Secondo la tradizione devozionale il 1º aprile 1375 avrebbe ricevuto le stimmate nella chiesa di Santa Cristina a Pisa, dove si trovava su invito di papa Gregorio XI al fine di preparare la crociata da lei sollecitata; queste stimmate sarebbero rimaste invisibili fino alla sua morte.
Morì, provata da una vita di digiuni e di astinenze forzate, a soli 33 anni, dopo essersi astenuta dal bere per un mese. Nella biografia della santa scritta dal beato Raimondo da Capua è riportato che non fu santa Caterina a rifiutare il cibo, ma “dopo l’apparizione di Nostro Signore, che le fece dono di bere al suo costato lo stomaco di Santa Caterina si chiuse … non ebbe più bisogno di cibo né poté più digerire. Nessuno se ne meravigliava, perché accostandosi alla fonte della Vita, lei aveva bevuto a sazietà una bevanda vitale, che le tolse per sempre il bisogno di mangiare”
Riassumendo…
A sei anni come tutti i bambini dice di vedere cose che non esistono ma dato che dice di vedere Gesù viene creduta e a 7 anni fa voto di castità senza dire niente a nessuno nemmeno ai genitori che lo scoprono anni più tardi. Impara a leggere per miracolo ma l’onnipotente non è cosi potente da insegnarle anche a scrivere, ciononostante ha adepti che scrivono per lei. Successivamente in perfetta coerenza con l’amore universale cristiano è fervida sostenitrice anzi ideatrice di una fondamentale Crociata contro gli infedeli!
Nel 1367 riceve da Gesù e la sua comitiva un anello invisibile a tutti tranne che a lei… un anello per domarli un anello per trovarli un anello per ghermirli e nel buio incatenarli…. a no quello è Tolkien.
Il primo aprile 1375 fa un pesce d’aprile a tutti dicendo che ha le stigmate ma che sono visibili solo a lei…
vani sono gli sforzi per spiegare a tutti che è un pesce d’aprile… la gente non crede alla realtà!
A 33 anni non avendo più bisogno di bere e mangiare perchè nutrita direttamente dalla fonte della Vita muore di fame e di sete….
Da quel giorno accanto alla fonte della Vita c’è un cartello che indica “Acqua semplice, integrare la dieta con cibo e bevande comuni”.
Mike le prove si toccano e si possono verificare! I racconti non sono prove!
Questa e’ la realtà’. Se non ci credi, lascia perdere.io ci credo e sono felicissimo e ringrazio Dio.Tu lo scoprirai dopo la morte…. ma sara’ troppo tardi….
Non ho mai visto un neutrino e mi dicono che e’ più veloce della luce….non lo vedo e quindi non esiste…tutta pubblicita’ per prendere fondi per la ricerca….
I racconti del CERN non sono prove…
esatto il neutrino non puoi vederlo ma vedi i suoi effetti, non vedi nemmeno le scorregge ma ne senti la puzza e puoi analizzarne la composizione quindi esistono! i racconti di visionari no! l’anima no! Bisogna solo dare fiducia a chi racconta la favoletta.
I “racconti” del Cern sono supportati da prove tangibili(parlo di dossier, tonnellate di rilevatori e di dati, non di racconti in cui un tizio mi da un anello visibile solo a me…)e chi ha fatto il “racconto” ha chiesto aiuto a tutto il mondo scientifico: “quello che i DATI dicono è sorprendente, aiutateci a capire se abbiamo sbagliato in qualcosa e se nel caso le cose siano davvero così scopriamo perchè è così”
Liberissimo di continuare a credere nelle favole… non dire puttanate però.
@mike
se queste sono le tue fondamenta non mi stupisce che tu stia così…
Balle! I neutrini non esistono, sono favole che raccontano per raccogliere soldi. Io sinceramente non ho rilevato nessun effetto del neutrino su di me . La mia auto funziona regolarmente. Ho provato a cercare dal loro sito il loro fantomatico protocollo scientifico per le prove. Ovviamente niente.Tutto inventato.Siete liberi di credere a delle favole che raccontano anche perché neanche voi potete dire di essere stati la a misurare questi fantomatici neutrini. Favolette a cui siete liberissimi di credere….
http://public.web.cern.ch/press/pressreleases/Releases2011/PR19.11E.html
http://arxiv.org/abs/1109.4897v1
http://operaweb.lngs.infn.it/
se poi vuoi maggiori informazioni prova a contattari:
CERN Press Office, press.office@cern.ch
+41 22 767 34 32
+41 22 767 21 41
se vuoi capire cosa siano i neutrini e perchè non hanno effetto su di te e sulla tua auto…
http://www.borborigmi.org/
prova a dimostrare SCIENTIFICAMENTE che non esistono, se ci riesci vinci il Nobel e mi converto alla tua religione.
Che gusto ci provi a trollare qui?