Mai dire RadioMaria

"Il clero sa ch’io so che loro sanno di non sapere." R. G. Ingersoll

Browsing Posts published in March, 2010

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ROMA – Ci sono anche due pagine in italiano (pagina 70 e 71) nell’ormai famoso dossier su padre Murphy pubblicato da New York Times. Fogli e dichiarazioni che ricostruiscono la storia del prete accusato di aver abusato, tra il ’50 e il ’74, di circa 200 ragazzi sordomuti in una scuola di Milwaukee. Nell’immobilità, è l’accusa, dei vertici della Chiesa. Nel lungo dossier c’è anche il resoconto, in italiano, di un incontro avvenuto il 30 maggio del 1998. Presenti, tra gli altri, l’arcivescovo di Milwaukee Rembert Weakland e monsignor Tarciso Bertone, all’epoca segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede – di cui Ratzinger era prefetto – e oggi segretario di Stato Vaticano.

Weakland non nasconde la gravità della situazione. Parla degli abusi commessi da Murphy (morto nel 1998), della sua assoluta mancanza di pentimento, dell’indignazione della comunità dei non-udenti e del rischio che lo scandalo finisca in pasto alla stampa. Bertone prima sottolinea il lasso di tempo intercorso dagli abusi (35 anni), poi avanza la proposta di impedire “anche con mezzi penali” che padre Murphy possa celebrare l’Eucarestia nella comunità dei non udenti a Milwaukee. Più difficile, invece, aprire un processo canonico. “Per la difficoltà di provare il delitto – dice Bertone – e per la difficoltà che hanno i sordomuti a fornire prove e testimonianze senza aggravare i fatti, tenuto conto della loro menomazione e del tempo trascorso”. Bertone preme perché il religioso accusato di pedofilia faccia pubblico atto di penitenza. Un gesto che, però, appare di difficile attuazione. Nel resoconto dell’incontro si citano una serie di diagnosi psicologiche che spiegano come Murphy, nel compiere atti di pedofilia, si senta “una vittima”. Per questo Bertone chiede che sia messo sotto stretta sorveglianza spirituale ed eventualmente anche allontanato dalla Chiesa.

Niente messa alla comunità di non udenti a Milwaukee e un vero pentimento. Sono queste le due conclusioni a cui arriva il Vaticano. Conclusioni non certo drastiche che lo stesso arcivescovo Weakland riconosce come “difficili” da far accettare alla comunità dei sordomuti. Murphy non si pentì e dopo pochi mesi morì per cause naturali.

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Ognuno è incline a credere in ciò che desidera, da un biglietto della lotteria ad un passaporto per il paradiso.

George Byron

La chiesa si lamenta di essere sotto attacco, tipo i batteri quando prendiamo un antibiotico. Eppure continuiamo a prendere antibiotici. Le infezioni vanno combatture.

NEW YORK – Dopo le rivelazioni sul caso del prete americano i cui abusi sui bambini sordomuti sarebbero stati coperti dalle gerarchie vaticane, a cominciare dal futuro papa Benedetto XVI, il quotidiano americano New York Times torna in edicola con un nuovo capitolo dell’inchiesta che mette al centro della polemica ancora una volta il Papa. Questa volta il caso è quello del sacerdote tedesco Peter Hullermann, riconosciuto colpevole di abusi ai danni di minori e poi reintegrato nel lavoro pastorale mentre era ancora in terapia psichiatrica negli anni in cui Joseph Ratzinger era arcivescovo di Monaco.

Quando la vicenda è emersa, poche settimane fa, l’arcidiocesi di Monaco ha rilasciato una dichiarazione dell’allora vice di Ratzinger, Gerhard Gruber, che si è assunto tutta la responsabilità per il mancato intervento a carico del prete pedofilo. Ma il Nyt sostiene oggi l’esistenza di una memoria informativa consegnata al futuro Papa in cui lo si metteva al corrente del reintegro di Hullermann. Il documento, “la cui esistenza è confermata da due fonti ecclesiastiche – scrive il Nyt – dimostra che non solo Ratzinger presiedette un incontro il 15 gennaio 1980 in cui fu approvato il trasferimento del prete, ma fu anche informato della ridislocazione del sacerdote”.

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La religione è considerata vera dalla gente comune, falsa dalle persone sagge, utile dai governanti

A quanto pare il clero sembra rispettare solo l’undicesimo dei comandamenti. Va bene farsi i fatti propri, ma quando uno trova un cadavere in casa propria, se non ha nulla da nascondere, la polizia la chiama.

Più che farsi i fatti propri, sembra che i sacerdoti siano dei veri picciotti d’onore, omertosi fino all’inverosimile !

POTENZA – Il cadavere di Elisa Claps fu scoperto nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza a gennaio, quindi circa tre mesi prima del ritrovamento ufficiale avvenuto il 17 marzo. La notizia, anticipata dall’Agenzia dei giornali locali del Gruppo Espresso, ha trovato conferme in ambienti giudiziari. A trovare il corpo sarebbero state da due addette alle pulizie, madre e figlia, che comunicarono la notizia ai sacerdoti della Chiesa. Ma la cosa venne “insabbiata”.

Secondo una prima versione, Annalisa Lo Vito e la madre, Margherita Santarsiero, una volta scoperti i resti avvisarono immediatamente sia il parroco della Santissima Trinità, don Ambroise Apakta, conosciuto da tutti a Potenza come don Ambrogio, che il suo vice, Don Vagno. Sul perché del silenzio dei sacerdoti sta indagando la procura generale di Salerno. Entrambi sono stati ascoltati a lungo in Questura: sarebbero state proprio le contraddizioni emerse durante i loro interrogatori a far nascere i sospetti negli investigatori.

Oggi, però, Annalisa Lo Vito smentisce la ricostruzione dei sacerdoti: “Il viceparroco della Santissima
Trinità, don Vagno ha mentito. Né io né mia madre abbiamo mai trovato quel cadavere e l’abbiamo detto ai magistrati di Salerno. Il sacerdote – ha aggiunto – ha detto agli investigatori che il cadavere di Elisa Claps è stato trovato a gennaio e che quella scoperta l’avremmo fatta mia madre ed io. Su questo siamo state interrogate per ore sabato dai magistrati di Salerno: a loro abbiamo detto di non aver mai ritrovato il cadavere di Elisa Claps. La prima volta che siamo salite su quel terrazzo è stata il 10 marzo”, sette giorni prima del ritrovamento del cadavere.

Un’ulteriore conferma della necessità di “approfondire” comunque la tempistica del ritrovamento sarebbe arrivata anche dall’arcivescovo di Potenza, monsignor Agostino Superbo, durante un colloquio con il Questore. “Ho saputo del ritrovamento del cadavere di Elisa solo mercoledì mattina”, ha detto Superbo all’ANSA. “Di tale tempistica – ha aggiunto – ho parlato sabato mattina con il Questore di Potenza, Romolo Panico, al quale ho indicato di parlare con il viceparroco della Santissima Trinità, Don Vagno, perché ho avuto l’impressione che qualche aspetto della vicenda dovesse essere approfondito”. In una nota pubblicata ieri dalla stampa locale, l’arcivescovo aveva chiesto “perdono al Signore per quanto non abbiamo fatto per la famiglia di Elisa e per la ricerca della verità”.

Intanto, a margine di una conferenza stampa al Viminale, il capo della Polizia, Antonio Manganelli, ha parlato di “prossime novità” sul caso Claps. “Credo che avremo prossimamente delle novità”, ha detto Manganelli. “Un’indagine così complessa – ha aggiunto – merita rispetto e silenzio sulle dinamiche di ciò che è accaduto e di ciò che avverrà. C’è una procura che sta ricostruendo i fatti e credo presto avremo novità che possano rispondere a tante domande”.

La polizia ha intrerotto una piccola manifestazione dell’Associazione di vittime americane di preti pedofili Snap che si stava svolgendo in piazza Pio XII a Roma di fronte al Colonnato di Piazza San Pietro.

I quattro rappresentanti dell’Associazione, due donne e due uomini, che stavano parlando con i giornalisti dopo le rivelazioni del New York Times sui silenzi dell’allora carLa polizia ha intererotto una piccola manifestazione dell’Associazione di vittime americane di preti pedofili Snap che si stava svolgendo in piazza Pio XII a Roma di fronte al Colonnato di Piazza San Pietro.

I quattro rappresentanti dell’Associazione, due donne e due uomini, che stavano parlando con i giornalisti dopo le rivelazioni del New York Times sui silenzi dell’allora cardinale Joseph Ratzinger su un caso di abusi su centinaia di bambini nel Wisconsin, sono stati portati via nelle auto della polizia per accertamenti. Subito prima gli agenti avevano chiesto loro i passaporti.

La presidente di Snap, Barbara Blaine, ha chiesto più volte in inglese: “Ho fatto qualcosa di male?”. E’ andata via visibilmente turbata chiedendo ai fotografi presenti di riprendere le immagini di quanto stava accadendo.dinale Joseph Ratzinger su un caso di abusi su centinaia di bambini nel Wisconsin, sono stati portati via nelle auto della polizia per accertamenti. Subito prima gli agenti avevano chiesto loro i passaporti.

La presidente di Snap, Barbara Blaine, ha chiesto più volte in inglese: “Ho fatto qualcosa di male?”. E’ andata via visibilmente turbata chiedendo ai fotografi presenti di riprendere le immagini di quanto stava accadendo.

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