Mai dire RadioMaria

Notizie più o meno divertenti provenienti dal fantastico circo che è la religione !

Nel loro piccolo …

… anche loro facevano leva sull’ignoranza e le paure di alcuni poveri disgraziati.

Abusi nel coro diretto dal fratello del Papa

BERLINO – Gravissima nuova rivelazione nello scandalo degli abusi sessuali su minorenni nelle scuole religiose tedesche. Casi di abusi sessuali si sarebbero verificati, a lungo in passato, a Ratisbona, nel celebre coro di voci bianche, anche nel lungo periodo in cui padre Georg Ratzinger, cioè il fratello di papa Benedetto XVI, ne era il direttore. Secondo l’agenzia France Presse è quanto l’attuale vescovo di Ratisbona, monsignor Ludwig Mueller, ha scritto in una “lettera ai genitori” pubblicata sul suo sito. Georg Ratzinger ha affermato oggi di “non essere a conoscenza” di casi di abusi sessuali. Lo ha dichiarato lo stesso Ratzinger alla radio bavarese Bayerischen Rundfunk, secondo quanto scrive l’agenzia stampa tedesca Dpa.

“La Santa Sede sta prendendo molto sul serio tutta la vicenda dello scandalo di pedofilia in Germania”: è quanto ha detto il vicedirettore della Sala Stampa Vaticana, padre Ciro Benedettini, il quale però ha precisato che il Vaticano non vuole intervenire direttamente sul caso del coro di Ratisbona. Il 12 marzo il presidente dei vescovi tedeschi sarà a Roma per discutere la questione dal Papa.

Le dichiarazioni di monsignor Mueller sono allarmanti. Arrivano dopo che la Conferenza episcopale tedesca ha incaricato il vescovo di Treviri, monsignor Stephan Ackermann, di aprire una sistematica inchiesta nei ranghi della Chiesa stessa e delle scuole religiose per fare luce con tolleranza zero su ogni caso di abuso e molestia sessuale.

Gli abusi sessuali su minorenni membri del coro, che gode di fama mondiale, sarebbero avvenuti secondo le fonti ecclesiastiche dal 1958 al 1973. Padre Georg Ratzinger fu direttore del Coro dal 1964 al 1993. Secondo il vescovo Mueller, come lo cita la Afp, a suo tempo l’allora direttore dell’internato che ospita i giovani coristi fu scoperto, confessò e fu condannato. Nel frattempo egli è morto. Ma dopo le nuove rivelazioni, l’arcivescovato di Ratisbona promette di fare di tutto per chiarire il gravissimo caso.

In Germania si è cominciato a parlare di abusi sessuali su minorenni nelle scuole cattoliche, soprattutto quelle dirette dai gesuiti, da quando alcune settimane fa – dopo aver taciuto per decenni per vergogna – molti ex allievi del prestigioso ginnasio cattolico Canisius di Berlino hanno denunciato abusi ai loro danni. I casi, secondo le prime inchieste condotte dalla Chiesa stessa, sono stati forse 120, forse anche di più e hanno coinvolto diverse scuole religiose in tutto il paese.

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Santa Sede su Balducci : “Non è più gentiluomo del Papa”

Bell’esempio di gentiluomo !

CITTA’ DEL VATICANO – Non sarà più chiamato a svolgere il ruolo di ‘Gentiluomo di Sua Santità’ Angelo Balducci, ex numero uno del Consiglio dei Lavori Pubblici in carcere nell’ambito dell’inchiesta sui Grandi eventi. Lo hanno riferito fonti vaticane interpellate dall’agenzia Ansa, precisando che il protocollo non prevede alcun atto formale di revoca dall’incarico, ma solo la cancellazione dall’Annuario pontificio dopo un certo tempo di mancato svolgimento dei compiti assegnati.

Il dirigente pubblico era stato ammesso nel 1995 nel Collegio dei Gentiluomini con ‘biglietto’ della Segreteria di Stato, previa presentazione da parte di un altro ecclesiastico. Ieri il gip di Perugia ha tenuto gli interrogatori di garanzia agli arrestati, fra i quali lo stesso Balducci, che ha respinto tutte le accuse.

Il Collegio dei Gentiluomini è alle dipendenze della Prefettura della Casa Pontificia, che assegna loro di volta in volta vari servizi, quali l’accompagnamento e l’accoglienza dei personaggi di riguardo e dei membri del Corpo diplomatico durante le Cappelle papali e le udienze.

“Al di là di ogni possibile atto formale di revoca dall’incarico di Gentiluomo di Sua Santità di Angelo Balducci – riferiscono le fonti – è chiaro che non può essere chiamato a svolgere alcun servizio durante la sua permanenza in carcere, nè, chiaramente, se le accuse nei suoi confronti saranno confermate”. La Prefettura pontificia, interpellata direttamente, non ha inteso confermare nè smentire le voci che danno Balducci come di fatto già estromesso dagli incarichi in Vaticano.

Balducci è anche consultore della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, cioè uno degli esperti esterni a cui il Vaticano si rivolge su singole materie. Anche questo è un incarico ‘a chiamata’ che dunque Balducci non sarà più in grado di svolgere, almeno fin quando sarà sottoposto a misure restrittive.

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Altro articolo su Balducci

Ci sono anche preti degni di stima ….

… tipo Don Zauker

Il sosia nazista del papa

Gli assomiglia davvero parecchio !

papa e nazi

Il Papa contro potere e beni materiali “Sono le tentazioni del diavolo”

E si sa’ … alle tentazioni è difficile resistere !

Detto da uno monarca assoluto che vive sommerso nel lusso e s’aggira per il mondo coperto di oro …

ROMA – I cristiani debbono “vivere non con orgoglio e presunzione”. E devono dire no al potere, alla fame di beni materiali, all’ambizione che, dice Benedetto XVI, “sono tentazioni di Satana, contro cui ogni uomo è chiamato a lottare”. Smascherando, come fece Gesù, “l’inganno del potere usando le armi della fede, cioè la preghiera, l’ascolto della Parola di Dio e la penitenza”. Benedetto XVI affida il suo messaggio all’Angelus, mettendo in guardia dalle “tentazioni diaboliche”, che tendono a sviare “dal nostro cammino, così come accadde anche a Cristo quando si ritirò nel deserto prima dell’inizio della sua vita pubblica”. Definendo la Quaresima “un tempo di agonismo spirituale nel quale lottare con le armi della fede” e paragonandola a “un lungo ‘ritiro’, durante il quale rientrare in se stessi e ascoltare la voce di Dio, per vincere le tentazioni del Maligno”.

Il Papa ricorda ai 50 mila fedeli presenti in piazza San Pietro come “le tentazioni non furono un incidente di percorso, ma la conseguenza della scelta di seguire la missione affidatagli dal Padre, di vivere fino in fondo la sua realtà di Figlio amato, che confida totalmente in Lui”.

“Cristo – continua il Papa – è venuto nel mondo per liberarci dal peccato e dal fascino ambiguo di progettare la nostra vita a prescindere da Dio. Egli l’ha fatto non con proclami altisonanti, ma lottando in prima persona contro il Tentatore, fino alla Croce. Questo esempio vale per tutti: il mondo si migliora incominciando da se stessi, cambiando, con la grazia di Dio, ciò che non va nella propria vita”.

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i’m lovin’ it

A quanto pare Mc Donald’s è rimasto l’ultimo baluardo di laicità in Italia !

ROMA – A protestare contro gli hamburger di McDonald’s sono stati in molti e per diversi motivi. Ma finora non era mai successo che un parroco si scagliasse contro la catena di fast food per motivi religiosi, esortando i fedeli a fare altrettanto. Tutto perché il locale, aperto da poche settimane a Isola Farnese, piccolo borgo sulla Cassia, fuori Roma, a La Storta, ha ospitato una festa per i bambini il mercoledì delle ceneri, giorno dedicato a digiuno e astinenza dopo gli eccessi del Carnevale.

A dichiarare guerra al colosso dell’alimentazione è stato Don Quirino, parroco di Isola Farnese. Oggi poco prima della benedizione finale della messa di Quaresima, dal pulpito è arrivato un vero e proprio invito a protestare contro il direttore del McDonald’s: “Questa settimana – ha detto don Quirino – hanno organizzato una festa di Carnevale per i bambini nel mercoledì delle ceneri, quando il Carnevale è già finito e sono prescritti astinenza e digiuno, e questo non è accettabile. Se si fosse trattato di un paese islamico non si sarebbero permessi”.

Il parroco, che per primo si è recato di persona a protestare con il direttore del locale, ha invitato i fedeli a fare altrettanto. “Andate anche voi, parlate con il direttore e fategli sentire che la comunità cattolica non ha gradito” ha concluso.

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Qualcuno ha spiegato a questo prete che l’Italia è un paese laico ? Per cosa bisognerebbe protestare ? Lui rispetta le festività delle altre religioni ? Chi se ne fotte delle ceneri ?

Andasse a farsi fottere in Vaticano … che li qualcuno che lo fotte lo trova facile, visti i noti gusti sessuali della popolazione del piccolo stato-tumore …

La chiesa condanna i preti pedofili …

… ma ben se ne guarda dal denunciarli o dal collaborare con gli inquirenti !

CITTA’ DEL VATICANO – “La Chiesa non manca e non mancherà di deplorare e di condannare i suoi membri che purtroppo, in diversi casi, agendo in contrasto con questo impegno, hanno violato i diritti dei minori”. Così nel discorso rivolto questa mattina ai membri del Pontificio consiglio per la famiglia, papa Benedetto XVI è tornato a condannare gli abusi sessuali sui minori commessi dai preti, proprio mentre sta portando a termine la stesura della Lettera alla Chiesa irlandese dopo lo scandalo pedofilia che ha portato alla dimissioni di quattro vescovi. La pubblicazione della Lettera è prevista in occasione di un incontro con i vescovi irlandesi che si terrà il 15 e 16 febbraio.

“La Chiesa, lungo i secoli, sull’esempio di Cristo, ha promosso la tutela della dignità e dei diritti dei minori e, in molti modi, si è presa cura di essi”, ha detto il Pontefice, aggiungendo che “la tenerezza e l’insegnamento di Gesù, che considerò i bambini un modello da imitare per entrare nel regno di Dio, hanno sempre costituito un appello pressante a nutrire nei loro confronti profondo rispetto e premura”, mentre “le dure parole di Gesù contro chi scandalizza uno di questi piccoli impegnano tutti a non abbassare mai il livello di tale rispetto e amore”.

Il Papa ha quindi ricordato come la Convenzione sui diritti dell’infanzia sia stata accolta “con favore” dalla Santa Sede, “in quanto contiene enunciati positivi circa l’adozione, le cure sanitarie, l’educazione, la tutela dei disabili e la protezione dei piccoli contro la violenza, l’abbandono e lo sfruttamento sessuale e lavorativo”.

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Germania, stupri sugli studenti. L’orrore nelle scuole dei preti.

Le prime denunce dal prestigioso ginnasio cattolico di Berlino Ovest
Poi i casi denunciati – avvenuti tra 1975 e il 1983 – si sono moltiplicati

Sacerdoti, insegnanti e organisti nelle vesti di aguzzini.

BERLINO – Abusi sessuali sugli studenti, pressioni per sedute di masturbazione, stupri segreti nei sotterranei degli istituti. Per anni, forse per decenni, alcune delle più prestigiose scuole superiori private cattoliche in Germania sono state il luogo dell’orrore, la stanza chiusa in cui forti della loro autorità sacerdoti, insegnanti, organisti hanno distrutto l’animo degli adolescenti che avevano il compito di istruire. Per anni le vittime hanno taciuto, chiuse nel pudore, nel dolore e nella vergogna, o piegate dalle pressioni dei loro carnefici. Adesso il muro d’omertà è caduto, e quella realtà celata per anni viene narrata ogni giorno dai media tedeschi. Per le scuole cattoliche e indirettamente per la stessa Chiesa, nel paese natale del Pontefice, è un colpo durissimo d’immagine, reputazione e credibilità. Il caso appare ogni giorno più grave, evoca quasi gli abusi sessuali compiuti dai religiosi negli Usa, in Irlanda o in altri paesi.

Lo scandalo è scoppiato dapprima al Canisius, il prestigioso ginnasio cattolico di Berlino Ovest, diretto dai gesuiti, un bellissimo palazzo nel quartiere delle ambasciate. Berliner Morgenpost (conservatore), Der Tagesspiegel (liberal), tra i quotidiani, poi i settimanali come Der Spiegel, hanno narrato tutto. Nel dicembre 2009, poi in gennaio, alcuni ex alunni, ormai adulti, non ce l’hanno fatta più a tenersi dentro dolore, incubi, ferite nell’anima. Hanno scritto lettere al rettore attuale, Klaus Mertes, chiedendogli di agire. Si è parlato dapprima di almeno sette casi, poi di decine.

Non è stato che l’inizio. Dopo le vittime del Canisius, si sono decisi a rompere il muro del silenzio anche ex studenti di scuole superiori cattoliche ad Amburgo, Hannover, Goettingen, a Hildesheim o nella Selva Nera. Un altro istituto superiore di prestigio, lo Aloisiuskolleg di Bad Godesberg (il quartiere meridionale di lusso di Bonn) sarebbe stato luogo di casi di abuso sessuale particolarmente gravi. Un avvocato delle vittime di violenze sessuali al Canisius si sta preparando a una causa collettiva presso la giustizia americana, nel caso che alcuni ex studenti abbiano attualmente la cittadinanza degli Stati Uniti.

I racconti delle vittime, che spesso chiedono l’anonimato, sono agghiaccianti. Allo Aloisiuskolleg, e in altri istituti, un giovane negli anni Sessanta fu violentato da un sacerdote. Altri furono costretti a masturbarsi davanti agli occhi dei presuli, o a carezzare i genitali dei sacerdoti mentre costoro si masturbavano guardando i giovani. Altri ancora furono brutalmente violentati. L’attuale rettore, padre Theo Schneider, ha garantito l’anonimato a chiunque aiuti nelle indagini. Indagini che ormai sono seguite dalla stessa Conferenza episcopale tedesca.

Al Canisius di Berlino, i casi di violenza sessuale contro studenti sarebbero avvenuti tra il 1975 e il 1983. Secondo Der Spiegel, il rettore Mertes ha spedito almeno 500 lettere a ex studenti del ginnasio per chiedere e offrire aiuto. Ma se è vero quanto scrive il settimanale di Amburgo, già nel 1981 l’allora rettore, Karl Heinz Fischer, seppe di casi di abuso sessuale e ne informò il suo superiore diretto, il gesuita padre Rolf Dietrich Pfahl. Ma lo scandalo allora non divenne pubblico.

Quanto sapevano allora i responsabili delle scuole e i loro superiori, cioè le autorirà ecclesiastiche, e perché scelsero il silenzio? L’interrogativo è tremendo, pesa come un macigno sulla coscienza della Chiesa, dei fedeli, del paese. Abusare degli studenti, come ha rivelato oggi il quotidiano conservatore Die Welt, era tra l’altro abitudine anche nelle scuole religiose all’Est. Die Welt ha pubblicato una lunga intervista con Norbert Denef, ex studente, allora vittima di abusi. “Lo schema è tipico”, ha detto. “Dapprima si cerca di coprire i casi col silenzio, se ne parla solo quando si è con le spalle al mure e ci si comporta come se ci si sforzasse di fare luce sui fatti”. Norbert Denef ha ricevuto un indennizzo di 25mila euro dalla diocesi di Magdeburgo, ma – scrive il giornale – solo perché la diocesi sperava di garantirsi così il suo silenzio. I carnefici dell’allora giovane Norbert Denef furono puniti solo con trasferimenti, ma mai denunciati alla giustizia. “Sono scioccato, voglio piena chiarezza”, dice a Berlino l’attuale rettore del Canisius, Klaus Mertes.

Ma con l’aria che tira, c’è da pensare che sempre più genitori ci pensino due volte adesso prima di chiedere l’iscrizione dei loro figli a quelle scuole superiori, considerate fino a ieri le più prestigiose e serie del paese, quelle che garantivano un’istruzione di qualità e speranze di accesso alle migliori università. In cambio di buoni voti e promesse per il futuro, decine o forse centinaia di ex studenti si dovettero piegare alle violenze più abiette e pervertite, e per decenni con intimidazioni furono convinti a tacere e a tenersi nel cuore la loro vita spezzata.

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Rovente polemica tra il Cardinal Bertone e “Radio Maria”

Notizia vecchia (25/02/2005) ma interessante

Monsignor Tarcisio Bertone, l’Arcivescovo di Genova, Canavesano di Romano, è balzato agli onori delle cronache per una rovente polemica con l’emittente radiofonica “Radio Maria”, molto ascoltata, ma vista con un fondo di scetticismo anche da gran parte del mondo cattolico.

(localport.it, 25/02/2005) La presunta pietra dello scandalo sono le dichiarazioni rilasciate dal Cardinale nel corso del suo intervento alla trasmissione televisiva di RaiUno “Porta a Porta”, condotta da Bruno Vespa. In quell’occasione Monsignor Bertone ebbe a esprimere il suo scetticismo in merito alle apparizioni di Medjugorje e di Civitavecchia.

La presunta pietra dello scandalo sono le dichiarazioni rilasciate dal Cardinale nel corso del suo intervento alla trasmissione televisiva di RaiUno “Porta a Porta”, condotta da Bruno Vespa. In quell’occasione Monsignor Bertone ebbe a esprimere il suo scetticismo in merito alle apparizioni di Medjugorje e di Civitavecchia.

Apriti cielo! Gli ascoltatori di Radio Maria sono letteralmente insorti, tempestando la redazione di e-mail e telefonate di protesta. Un vero linciaggio morale che Monsignor Bertone non ha potuto accettare e al quale ha replicato con un duro comunicato ufficiale. «Sono state – si legge nel documento – reazioni scomposte e offensive di fedeli e sacerdoti che si definiscono “medjugorjani” e anche da parte della stessa Radio Maria, attacchi non certo compatibili con i fautori di un’autentica devozione mariana». Tarcisio Bertone ha poi spiegato di non voler negare a nessuno il diritto di pregare la Madonna dove meglio crede, ma di condannare, senza appello, tutti gli eccessi di fanatismo, anche quelli legati al nome della Madre di Gesù.

Nella sua difesa il porporato ha dimostrato il carattere e il “polso” che lo contraddistinguono fin da quand’era ragazzo e che lo hanno portato a ricoprire incarichi di primissimo piano nel mondo della Chiesa: è stato per anni il “braccio destro” del Cardinale Ratzinger, a seguire per conto del Vaticano delicate faccende come il “caso Milingo”, i segreti di Fatima e la questione Alì Agca. Inoltre, anni addietro, proprio Monsignor Bertone ha seguito in prima persona l’istruttoria sulle apparizioni di Medjugorje e, in tema di devozione mariana, è stato inviato del Papa a Fatima per i funerali di suor Lucia.

A fronte delle polemiche di Radio Maria, il clero genovese si è schierato al fianco del suo Arcivescovo, senza mezze misure: «Ha ragione il Cardinale a prendersela con Radio Maria – è il commento di don Andrea Gallo, il “prete dei poveri” noto per la sua amicizia con Fabrizio De André—: fa propaganda martellante, una crociata. Ma che cosa aspettano a richiamarla? Se io raccomando ai ragazzi il preservativo, mi convocano subito in tribunale ecclesiastico. Se loro usano la Madonna per chiedere soldi, nessuno fa nulla. Quella radio è una patata bollente. E non è la voce di Maria, perché approfitta d’un certo fanatismo, un po’ come i maghetti in tv che sfruttano il dolore della gente»

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